E’ noto che i bambini piccoli, ma anche quelli in età scolare, soffrono frequentemente di diversi disturbi del distretto ORL: faringiti, laringo-tracheiti, raffreddori, otite.

Inoltre di frequente si produce muco o catarro, che spesso interessa l’orecchio medio, ovvero la regione dietro il timpano, e le tube di Eustachio.

Questa situazione produce un peggioramento dell’udito quando la trasmissione del suono è smorzata dal muco nell’orecchio medio, che interferisce con il movimento degli “ossicini”, ovvero martello, incudine e staffa. Ciò comporta una diminuzione dell’attenzione e concentrazione del bambino.

Il test di ascolto di Tomatis permette di diagnosticare facilmente questo problema.

Infatti osserviamo che la soglia uditiva misurata per via aerea, ovvero con una cuffia normale, è molto inferiore rispetto a quello misurato per via ossea, ovvero tramite una vibrazione applicata alle ossa del cranio (vedi articolo sul test d’ascolto). In altre parole l’udito apparente è ridotto, mentre la parte interna dell’orecchio lavora perfettamente.

E’ possibile seguire la terapia anche in questo caso, tuttavia i risultati migliori nella fase attiva nella seconda parte della cura, quella di lavoro con la voce,  si otterranno se l’orecchio non ha catarro.

Ma come mai i bambini soffrono in maniera accentuata di questa problematica? Due cause sono ben conosciute: il contatto con altri bambini malati a scuola, e il sistema immunitario. Esso è in fase di maturazione, perciò più facilmente viene soverchiato rispetto ad un adulto da queste banali infezioni.

Ma come migliorare questa situazione? Ci viene in aiuto la naturopatia. Innanzitutto occorre sapere che l’eccesso di certi cibi, come dolciumi, farinacei e cibi come il pomodoro, i lieviti ed i latticini favoriscono la formazione di muco per un fenomeno di reattività immunitaria. E’ possibile effettuare appositi esami clinici che io consiglio spesso. Come regola generale i bambini non dovrebbero eccedere nei dolci e sarebbe utile che due o tre giorni la settimana sostituissero pane e pasta con riso e patate. I latticini andrebbero sospesi nel periodo di maggior produzione di catarro.

E’ naturalmente utile incrementare l’apporto di verdura, più che di frutta. Se il bambino li rifiuta è possibile utilizzare alcuni integratori specifici. Risulta quasi sempre vantaggioso aumentare l’apporto di vitamina C e di zinco nel periodo invernale, ed utilizzare alcuni minerali in fiala come oligoelementi, ovvero il rame od anche il rame-oro-argento in associazione.

Consiglio sempre di effettuare un mineralogramma, ovvero l’analisi di minerali nel capello, disponibile oramai a costi ragionevoli. Nonostante si siano levate molte critiche nei suoi riguardi, nella mia esperienza è sempre vantaggioso per stabilire le esatte carenze minerali. Inoltre esso è l’unico esame che a basso costo consente di rilevare la presenza di metalli pesanti tossici, ovvero piombo, mercurio, alluminio, cadmio. Essi, oltre a deprimere il sistema immunitario, sono spesso legati ad un peggioramento delle facoltà cognitive: attenzione, concentrazione, memoria, intelligenza. Uno squilibrio tra rame e zinco od un abbassamento del ferro riduce le difese. Con la dieta moderna, troppo ricca di farinacei e dolciumi e carente di vegetali e legumi queste carenze sono costanti. presenti. Una volta corrette queste carenze, se il problema non si risolve completamente sarà sempre possibile utilizzare rimedi specifici per stimolare il sistema immunitario, da quelli molto popolari come l’echinacea e la propoli ad altri meno conosciuti come i funghi medicinali (micoterapia). Nella pratica usufruisco della preziosa consulenza di un laboratorio di analisi mediche specializzato (www.functionalpoint.it) per affrontare al meglio queste problematiche. Molto spesso è utilissimo lavorare sugli squilibri della flora intestinale (disbiosi) campo che il laboratorio citato studia  a livelli di eccellenza europea. Torneremo ancora su questo argomento. Sono a disposizione per ogni delucidazione.

Otite e altri disturbi nei bambini: loro rapporti col metodo Tomatis

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