Torno a scrivere dopo una discreta pausa. L’incontro a Conegliano ha visto la partecipazione di una cinquantina di persone, soprattutto docenti. Purtroppo non era presente per motivi di salute il collega e amico Diego Taccuso,

che, ha realizzato il primo “orecchio elettronico” per dispositivi portatili Apple,  cioè lo strumento ideato da Tomatis con migliorie dovute alla nostra esperienza terapeutica. E’ così possibile la “terapia a casa” a costi assolutamente sostenibili e con una qualità del suono splendida. A nome dei colleghi ringrazio il prof. Carmelo Tatano che è stato il principale organizzatore, docente alla Scuola Enologica di Conegliano, e tutti coloro che hanno aiutato nella realizzazione del pomeriggio.

A Firenze, ci sarà una nuova occasione di incontro all’ ORIENTAL GARDEN, Giardino Torrigiani,  sabato 17 Giugno, orario da definire.

Ma veniamo all’argomento del mese: perché si usa solo la musica di Mozart nel trattamento Tomatis?

Da circa 60 anni in  tutto il mondo i terapisti Tomatis,  con vari ambiti di specializzazione, hanno fatto ascoltare Mozart ai loro clienti,  con gli effetti di “bascula” e di filtraggio acustico prescritti dal  Metodo.

E’ forse venuto il momento di inserire altri Autori, pur privilegiando Mozart come base della terapia? A mio modesto avviso, e anche secondo  Diego Taccuso sì, e vi spiego perché.

Prima però cerchiamo di capire perché si è sempre usato Mozart.

Il dott. Tomatis ha dedicato un libro intero (Perché Mozart?) per spiegare le sue motivazioni della scelta. Tale opera è ancora stampata in Italia per l’editore Ibis.

Sarebbe lungo e non facilmente comprensibile riassumere le sue argomentazioni.  Il suo ragionamento non è facile  da seguire per i “non addetti”. In estrema sintesi, il fatto che Mozart abbia iniziato a comporre in tenera età conferisce alla sua opera un ritmo ed un fraseggio molto particolare. Da una parte questi ritmi sarebbero particolarmente consonanti con la nostra fisiologia, dall’altra parte sarebbero particolarmente graditi fin dall’età infantile.  Il ritmo veloce, le frequenti e intense variazioni di volume facilitano l’oscillazione o “gating” delle tonalità prodotte dall’ “orecchio elettronico”. (vedi articolo sul Metodo nel menù principale). Ma soprattutto vi è un dato indiscutibile. Già diversi studiosi hanno esaltato le capacità terapeutiche di Mozart. Lo stesso Tomatis ha sempre sostenuto di ottenere con esso risultati terapeutici maggiori che con qualsiasi altro Autore.

Ma questo è vero per tutti?  Con qualsiasi persona, in qualsiasi caso clinico è preferibile usare Mozart SEMPRE,  per tutta la durata del trattamento? Ho i miei dubbi.

Mozart ha un ritmo molto vivace, siamo spesso sui 120 battiti di metronomo al minuto. Per bilanciare questa vivacità, Tomatis si è affidato all’uso costante de canti gregoriani alternati a Mozart, a volte addirittura in proporzione 1:1. Non a caso, il loro ritmo si aggira sulla metà, ovvero circa 60 battiti, che è, approssimativamente, poco meno del ritmo del nostro cuore.  Ma questi canti liturgici oggigiorno spesso non sono troppo graditi, tanto ai bambini che agli adulti.

Come già ricordato il dott. Tomatis usava all’epoca nastri magnetici per la riproduzione. Questi erano confezionati in grosse bobine, che dovevano essere cambiate ogni mezz’ora di musica. Non potendo disporre di un numero enorme di nastri per ovvie ragioni di ingombro e praticità, il programma di ascolto rappresentava una media delle esigenze di tutti.

Oggi questi limiti non esistono più con l’avvento del digitale. Dicevamo che una quota di bambini e adulti possono non gradire il gregoriano. Aggiungiamo che possono anche essere infastiditi dalla vitalità di Mozart.

Questo, è il caso di dirlo, non per loro “colpa”. Ricordiamo che in terapia possiamo avere bambini con problemi seri, come autismo e ritardo mentale. Parimenti ci sono anziani o persone con lesioni da ictus o da incidente che possono beneficiare del trattamento. In tutti questi casi la musica di Mozart, anche con i settaggi appropriati della terapia (mi riferiscono soprattutto alla velocità di oscillazione, che è opportuno rallentare, e al filtraggio, che è opportuno moderare) può creare irritazione, o addirittura ansia. Qual è la soluzione allora, se non si riesce a trovare una regolazione adatta al caso dello strumento?

A nostro avviso (sia io che il collega Diego) è opportuno introdurre altri Autori, con diversa ritmica e stile. Diego ha introdotto diversi brani con ritmica più lenta, soprattutto Vivaldi e Bach, ma anche Handel e altri. Questo senza aver alcun svantaggio nell’andamento e nei risultati del trattamento. Personalmente sto pensando di inserire nell’ascolto nei prossimi mesi alcune corali, soprattutto di Handel, ma forse anche qualcosa di moderno. Si è visto che i canti gregoriani hanno un effetto spesso calmante, ma probabilmente non hanno un grande effetto nella correzione della curva audiologica e dei parametri di ascolto. Non ci risulta infatti che l’eliminazione dei gregoriani porti ad un minor effetto del trattamento. Usando i gregoriani non si applicano mai i filtri. Lo stesso ho intenzione di fare per questi nuovi brani. Posso dire fin d’ora che molti gradiscono una maggior varietà di Autori, e qualcuno è infastidito dall’ascolto costante di Mozart. Vi terrò aggiornati sui risultati! Comunque, abbiamo visto che migliori risultati si ottengono cambiando sovente i parametri di ascolto, quindi anche il tipo di musica. Spiegare questo ci porterebbe su un discorso troppo tecnico. Resto comunque aperto ad ogni domanda.

 

 

Perché (solo) Mozart nelle sedute Tomatis?

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